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A conclusione dell’ottavario ecumenico il Papa indica il cammino della riconciliazione tra i cristiani

S.S. Francesco - Basilica di San Paolo fuori le Mura : Celebrazione dei Vespri 25-01-2017

S.S. Francesco – Basilica di San Paolo fuori le Mura :                                  Celebrazione dei Vespri   25-01-2017

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Impariamo gli uni dagli altri

«Imparare gli uni dagli altri»: è questo il cammino di riconciliazione tra i cristiani indicato da Papa Francesco nella solennità della conversione di san Paolo. A conclusione della settimana ecumenica, com’è consuetudine, il Pontefice ha presieduto il 25 gennaio la celebrazione dei secondi vespri nella basilica ostiense intitolata all’apostolo. E con il bacio dato — al momento del congedo — alle croci pettorali del metropolita ortodosso e dell’arcivescovo anglicano, Francesco ha voluto imprimere al rito il sigillo ecumenico di un pontificato tutto teso a costruire ponti di riconciliazione.

Del resto, anche all’omelia il Papa aveva insistito sulla necessità di proclamare il vangelo di riconciliazione, soprattutto dopo secoli di divisioni tra cristiani. E aveva individuato nella predicazione di Paolo un aiuto «a trovare la via». Infatti — ha spiegato — «egli sottolinea che la riconciliazione in Cristo non può avvenire senza sacrificio. Similmente, gli ambasciatori di riconciliazione sono chiamati a dare la vita, a non vivere più per sé stessi. È la rivoluzione cristiana di sempre».

Di conseguenza, «per la Chiesa, per ogni confessione cristiana», ciò si traduce in «un invito a non basarsi sui programmi, sui calcoli e sui vantaggi, a non affidarsi alle opportunità e alle mode del momento». E anche a «uscire da ogni isolamento, a superare la tentazione dell’autoreferenzialità». In sostanza, «un’autentica riconciliazione tra i cristiani potrà realizzarsi» solo quando «sapremo riconoscere i doni gli uni degli altri, con umiltà e docilità, senza attendere che siano gli altri a imparare prima da noi».

E se — ha osservato il Pontefice — «guardare indietro è necessario per purificare la memoria», è altrettanto vero che «fissarsi sul passato, attardandosi a ricordare i torti subiti e fatti e giudicando con parametri solo umani, può paralizzare e impedire di vivere il presente». Da qui l’esortazione a non stancarsi «mai di chiedere a Dio» il dono dell’unità. «Andiamo avanti — è stato l’auspicio espresso a conclusione della sua riflessione — nel nostro cammino di riconciliazione e di dialogo, incoraggiati dalla testimonianza eroica di tanti fratelli e sorelle, uniti ieri e oggi nel soffrire per il nome di Gesù». E «approfittiamo di ogni occasione per pregare insieme, per annunciare insieme, per amare e servire insieme, soprattutto chi è più povero e trascurato».

L’omelia del Papa

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