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AUGURI DI NATALE E BUON ANNO 2017 ALL’INSEGNA DELL’UNITA’

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AUGURI DI UN FELICE E SANTO NATALE,

VI RACCONTO UNA BELLA STORIA….

La storia – si dice – è veramente accaduta e il suo messaggio si impone per una inquietante attualità, specialmente nel periodo natalizio.

Durante la forte nevicata di una sera invernale, in un convento negli Stati Uniti, qualcuno bussò alla porta. Il guardiano nell’aprirla, trovò davanti a sé un ragazzo coperto di neve e con un volto pietoso, che portava sulle spalle un altro ragazzino che forse faticava a camminare. Quella situazione – i due che guardavano con occhi che denunciavano sofferenza e freddo – commosse il guardiano, il quale immediatamente li fece entrare. Mentre varcavano la soglia, il guardiano, riferendosi al ragazzino sulle spalle, chiese:

– Lui deve essere molto pesante!
La risposta, innocente e pura, fu:
– Non è pesante, è mio fratello!

Una vera e propria parabola di Natale per i nostri tempi. E non erano neanche fratelli di sangue, ma fratelli di strada. Come celebrare il Natale in un tempo in cui il “fratello” sembra aver acquisito un peso, un peso sempre maggiore, da essere ritenuto quasi un fardello, da allontanare e dal quale allontanarsi?

“Siamo tutti fratelli!”. Che bello vivere l’avventura umana scoprendo e riconoscendo, in ogni momento e in diverse situazioni, il volto del mio fratello. Da quando Gesù si è incarnato, cioè dal primo Natale, ogni volto è l’espressione del Figlio di Dio. “Tutti fatti a sembianza d’un Solo” (Manzoni).

“Dov’è il tuo fratello?”. Che bello se, per vivere il Santo Natale, riuscissimo a fare spazio nel nostro cuore, nella nostra vita, nella “casa comune” per accogliere semplicemente il fratello, quello dall’”apparenza umile”, magari in difficoltà.

“Un fratello ha tanto bisogno di me”. Che bello se con “il pane del corpo” andassimo incontro ai fratelli bisognosi per portare anche il “divino balsamo della fede”, rendendo presente il Signore Gesù con l’annuncio evangelico e la testimonianza della nostra vita.

“La voce del tuo fratello grida a me!”. Che bello se, davanti a Gesù Bambino, ci sentissimo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia, per accogliere invece la vera forma della libertà. Questa consiste nel riconoscere che Lui ci rende capaci di un amore che scopre in ogni uomo, il volto del proprio fratello.

“Figliuoli e fratelli, ecco il Santo Bambino che viene, ecco Gesù Bambino sulla paglia, per amor nostro! Che ci dice? Carità! Carità! Carità! Allarghiamo il nostro cuore agli affetti più teneri, e gettiamoci in adorazione ai piedi di Gesù; divampi del suo amore la nostra vita poiché il suo amore è soave e divino, ed è vita, è vita, e frutto della sua carità è la pace, anzi è la bellezza stessa della pace: in pulchritudine pacis!” (San Luigi Orione)

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