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L’Arcivescovo Lorefice e l’imam insieme nella scuola Atria

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«Quando sentite qualcuno in tv dire che uccide in nome di Dio, quello è un traditore di Dio». È rosso in volto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, quando conclude quasi urlando il suo pensiero, sovrastato da un applauso lungo e scrosciante di centinaia di bambini di mille colori, etnie e religioni. Sono gli alunni dell’ istituto comprensivo Rita Atria, che in pieno centro storico accoglie 850 studenti dall’ infanzia alle medie, il 30 per cento dei quali appartiene a famiglie di nazionalità straniera.

C’è una rappresentanza del mondo in quella palestra allegra e affollata. Al fianco dell’ arcivescovo c’è l’ imam della moschea di piazza Gran Cancelliere, Mustafà Boulaalam Abderrahmane, che continua a chiamarlo «mio fratello don Corrado» e che ricorda a tutti, bambini e adulti, che «l’ Islam è una religione di pace. Abbiamo la volontà di dimostrare la bellezza della nostra religione, dobbiamo lottare per il dialogo, il nostro impegno è la giustizia sociale».

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