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Il re del Marocco Mohammed VI e l’impegno sui valori della loro religione – 21agosto 2016

le-roi-mohammedvi_lmMarocco – domenica 21 agosto 2016
Il re del Marocco Mohammed VI chiede  un fronte comune per contrastare il fanatismo jihadisti  ed esorta i marocchini all’estero ad essere difensori di un Islam tollerante

(a cura Redazione “Il sismografico”)

 

(Luis Badilla – ©copyright) “Di fronte alla proliferazione della diffusione dell’oscurantismo in nome della religione, tutti i musulmani, cristiani ed ebrei, devono costruire un fronte comune per contrastare il fanatismo, l’odio e l’isolazionismo in tutte le sue forme:” sono parole del re del Marocco, Mohamed VI, indirizzate al Paese in un discorso in cui, ieri sabato, ha voluto rivolgersi specificamente ai 5 milioni di cittadini residenti all’estero.
Il sovrano ha sottolineato con forza il bisogno di saper “mantenere l’impegno sui valori della loro religione così come le loro antiche tradizioni” come risposta ad un fenomeno – il jihadismo – “estraneo a loro “. Mohamed VI, nella sua allocuzione, ha esortato inoltre i  cittadini a preservare la loro buona reputazione e la loro fama di saper essere pazienti nelle situazioni difficili, a sapere unire e ad  essere sempre in prima fila tra i sostenitori della pace e dell’armonia, così come a sapere vivere insieme con gli altri nei  loro Paesi di residenza.

“Condanniamo con forza l’uccisione di persone innocenti”, ha aggiunto il sovrano e con riferimento la morte di padre Jacques Hamel, in Francia, ha enfatizzato la sua dura condanna “dell’assassinio di un sacerdote in una chiesa”, azione che poi ha definito “follia imperdonabile”. “Coloro che incitano all’omicidio e all’aggressione”, usando il Corano, “non sono musulmani”, ha sottolineato il monarca. “I terroristi che agiscono in nome dell’Islam (…) sono individui fuorviati condannati all’inferno per sempre”, ha aggiunto. Infine, re Mohamed VI ha voluto soffermarsi sul fatto che il jihadismo “sfrutta alcuni giovani musulmani, in particolare in Europa, approfittando della loro ignoranza della lingua araba e del vero Islam, per trasmettere loro messaggi e promesse false e sbagliate”. Mohamed VI ha anche puntato il dito contro la responsabilità di “molti gruppi e istituzioni islamiche” che pretendono di incarnare “il vero Islam” e finiscono per promuovere la  “diffusione di un’ideologia estremista.”

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