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DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

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Un minuto per la pace: preghiera interreligiosa in tutto il mondo

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“Un minuto per la pace” è l’odierna iniziativa di preghiera interreligiosa per ricordare il terzo anniversario dello storico incontro tra Papa Francesco e i presidenti di Israele, allora era Shimon Peres, e di Palestina, Mahmoud Abbas, tenutosi in Vaticano l’8 giugno 2014. Per rilanciare il messaggio di quella giornata e tornare a invocare il dono della pace, il Forum internazionale di Azione Cattolica (Fiac) ha invitato tutti a fermarsi per un minuto – è successo alle ore 13 – ognuno secondo la propria tradizione religiosa, pregando per la pace, purtroppo ancora spezzata o minacciata in diverse regioni del mondo. L’appuntamento è stato ricordato ieri anche dal Papa all’udienza generale. Federico Piana ha intervistato Michele Tridente, vicepresidente di Azione Cattolica italiana:

 

  1. – Il Forum internazionale dell’Azione Cattolica, unitamente all’Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche, l’Umofc, all’Azione Cattolica italiana e all’Azione Cattolica argentina, ha promosso questa iniziativa molto semplice: un minuto per fermarsi – tutti gli uomini di buona volontà: cristiani, ebrei, musulmani – per pregare per questo grande bisogno di pace che il nostro tempo e il nostro mondo hanno. L’occasione è l’anniversario dell’incontro di Papa Francesco con i presidenti israeliano e palestinese, che si tenne in Vaticano l’8 giugno di tre anni fa. Vogliamo dunque ricordare che la pace è cosa di tutti, che per la pace ci dobbiamo impegnare tutti, facendo sì che questa preghiera diventi anche un impegno concreto per il dialogo e nella testimonianza, per essere davvero operatori e uomini di pace.

  2. –  Mi pare che il senso di questa iniziativa sia dunque far capire che la preghiera è essenziale…

  3. – Pregare gli uni per gli altri al di là della propria fede, domandando a Dio, che è il Dio della pace, questo dono che davvero e pienamente solo Lui può dare, al di là del nostro impegno e del nostro operare che comunque ci deve essere.

Papa Francesco, udienza generale oggi mercoledì 7 giugno 2017 a Piazza San Pietro

All’udienza generale l’appello a cristiani, ebrei e musulmani – C’è bisogno di pregare per la pace

http://www.news.va/it/news/papa-ce-tanto-bisogno-di-pregare-per-la-pace-in-me

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IN PREPARAZIONE ALLA PENTECOSTE… (4 GIUGNO)

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90° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL TEMPIO VALDESE DI PALERMO

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Venerdì 12 maggio 2017, presso la Chiesa Evangelica “Valdese” di Via Spezio (dietro il politeama) si è svolto l’incontro a ricordo del 90° di fondazione della stessa Chiesa. Molti i presenti.
Il Pastore Peter Ciaccio, ha ricordato le origini di questa Chiesa, informando i presenti con la redazione di una breve storia. Successivamente il “Culto di Ringraziamento” e infine ha allietato i presenti con un concerto musicale.

 

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10 MAGGIO 2017 – MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO A SUA SANTITÀ TAWADROS II

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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A SUA SANTITÀ TAWADROS II
PAPA DI ALESSANDRIA E PATRIARCA DELLA SEDE DI SAN MARCO

Caro Fratello,

a seguito della mia visita in Egitto e dell’incontro benedetto con Vostra Santità al Cairo, nella ricorrenza del quarto anniversario del nostro fraterno incontro a Roma il 10 maggio 2013, colgo l’opportunità per esprimerLe i più fervidi auguri di pace e di salute, unitamente alla gioia e alla gratitudine per i legami spirituali che uniscono la Sede di Pietro e la Sede di Marco.

Desidero rinnovare la mia profonda riconoscenza per l’ospitalità che mi ha offerto, così come per il nostro toccante incontro e per la preghiera comune, condivisa come fratelli in Cristo. Sono particolarmente grato per il fatto che abbiamo rafforzato la nostra unità battesimale nel Corpo di Cristo, dichiarando insieme “che con un’anima sola e un cuore solo cercheremo, in tutta sincerità, di non ripetere il Battesimo amministrato in una delle nostre Chiese ad alcuno che desideri ascriversi all’altra”. I vincoli di fraternità tra di noi “ci stimolano a intensificare i nostri sforzi comuni, perseverando nella ricerca di un’unità visibile nella diversità, sotto la guida dello Spirito Santo”.

In questo percorso siamo sostenuti dalla potente intercessione e dall’esempio dei martiri. Continuiamo dunque ad avanzare insieme nel nostro cammino verso la stessa Mensa eucaristica, crescendo nell’amore e nella riconciliazione.

Desidero assicurare la mia continua preghiera per Vostra Santità e per la pace in Egitto e nel Medio Oriente. In questo Tempo pasquale chiedo allo Spirito Santo, forza e tenerezza di Dio, di colmare i nostri cuori di grazia e di accendere in essi il fuoco del suo amore. Possa lo Spirito di pace concederci di crescere nella speranza, nell’amicizia e nella concordia.

Con questi sentimenti, nell’odierna speciale ricorrenza, ormai ben nota come giorno dell’amicizia tra la Chiesa ortodossa copta e la Chiesa cattolica, scambio con Vostra Santità un fraterno abbraccio di pace in Cristo nostro Signore.

Dal Vaticano, 10 maggio 2017

Francesco

 

LA FIGURA DI MARIA PER I MUSULMANI

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UN “TEMPIO DEI CULTI” per una città più aperta

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LEGGI TUTTO L’ARTICOLO di Alessandra Turrisi

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30 MILA MIGRANTI CRISTIANI E MUSULMANI INSIEME

L’amicizia crea dialogo, voglia di stare insieme, cenare alla stessa tavola,
condividendo cibi diversi e usanze che vengono da lontano.

logo-religioni LEGGI TUTTO L’ARTICOLO di  Alessandra Turrisi

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QUANDO L’ECUMENISMO SI VIVE A CASA di FRANCESCO BILLETTA E ANNA PONENTE.

ecumenismo_800_2158178leggi tutto:   quando-lecumenismo-si-vive-in-casa

 

APPUNTAMENTI INTERRELIGIOSI PER IL MESE DI MAGGIO 2017

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Fra teologia delle religioni e dialogo interreligioso

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«CRISTIANI E BUDDISTI: PERCORRIAMO INSIEME LA VIA DELLA NON VIOLENZA»

MESSAGGIO PER LA FESTA DI VESAKHwesak-video-tb-wb1  leggi tutto:  vesakh-2017-italian

ARCOBALENO DI POPOLI – ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

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ADORAZIONE EUCARISTICA NELLA CATTEDRALE DI PALERMO PER L’UNITA’ DELLA CHIESA PALERMITANA. IL VESCOVO LOREFICE: “GRAZIE PALERMO!”

Grazie Chiesa amata di Palermo, non siamo qui perché dovevamo dimostrare qualcosa a qualcuno, siamo qui perché solo lo Spirito ha il potere di riunirci nel profondo. Perché non c’è Chiesa se non camminiamo tutti insieme”. Con queste parole pronunciate con un nodo in gola e visibilmente emozionato Monsignor Corrado Lorefice ha espresso, solo alla fine della celebrazione, l’essenza profonda dell’adorazione eucaristica che si è svolta stasera in Cattedrale. I fedeli palermitani hanno risposto in massa al richiamo del loro Arcivescovo. In migliaia hanno affollato la Cattedrale per assistere all’adorazione eucaristica fortemente voluta da Lorefice e dall’intera Curia cittadina per fermarsi e pregare insieme e intensamente per l’unità della Chiesa palermitana.

(Pino Grasso, scive)  Una folla trabocchevole di fedeli, ha risposto entusiasticamente all’invito dell’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice di pregare per l’unità della Chiesa di Palermo. Martedì sera erano almeno 4.000 le persone che hanno partecipato con grande devozione, all’Adorazione Eucaristica svoltasi in Cattedrale e tra questi tantissimi presbiteri, diaconi, religiosi e i fedeli laici provenienti anche dai paesi più lontani dell’Arcidiocesi di Palermo come a dimostrare che la Chiesa può essere ferita, ma non divisa.

Non solo le panche della navata centrale, ma anche quelle laterali erano gremite di fedeli oranti. Tanti quelli assiepati vicino l’altare, in ginocchio e in piedi, accanto al maestoso e solenne ostensorio, messo a disposizione per l’occasione dal parroco della Parrocchia Annunciazione del Signore, don Cesare Rattoballi, a forma di mandorla, in metal vetro che rappresenta le due nature di Gesù: umana e divina, ideato dallo stesso parroco e realizzato dall’artigiano Salvatore Landino.
La preghiera è stata lunga, silenziosa, intervallata solo da invocazioni, canti e letture di pericopi tratte dell’Antico e dal Nuovo Testamento che hanno richiamato all’unità, al perdono, alla pace e alla edificazione fraterna.
L’Adorazione è stata presieduta da don Corrado il quale prima della benedizione finale ha ringraziato il Signore con una preghiera spontanea. “Grazie Signore, perché ci permetti di non spegnere lo Spirito. Nessuno di noi è qui per un altro motivo, ma per testimoniare che lo Spirito è all’opera nella sua Chiesa. Oggi ti chiediamo perdono – aggiunge – perché non sempre siamo stati capaci di far si che lo Spirito ci rendesse l’unico corpo di Cristo, a cominciare da me vescovo. Ti chiediamo perdono perché le dottrine formulate ci possono dividere, ma davanti al mistero dell’Eucaristia allora tutti siamo riuniti. Noi stasera soffriamo e soffriremo finché non siamo tutti. Nessuno è un condannato, nessuno è un escluso. Ciascuno è un cristiano perché è un amato, è un perdonato”.padre-magro

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“LUTERO 500 ANNI DOPO. UNA RILETTURA DELLA RIFORMA LUTERANA NEL SUO CONTESTO STORICO ED ECCLESIALE”

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO PROMOSSO DAL
PONTIFICIO COMITATO DI SCIENZE STORICHE SU
“LUTERO 500 ANNI DOPO. UNA RILETTURA DELLA RIFORMA
LUTERANA NEL SUO CONTESTO STORICO ED ECCLESIALE”

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S.S. Francesco   :Sala Clementina - Partecipanti al Convegno promosso dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche su "Lutero 500 anni dopo"  31-03-2017

      S.S. Francesco:    Sala Clementina –    Partecipanti al Convegno promosso dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche su      “Lutero 500 anni dopo” 31-03-2017

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Presentazione del libro: PACE E CONVIVENZA

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PUNTI DI INCONTRO 2017

“PACE E CONVIVENZA CIVILE”   versione testuale

 “Pace e Convivenza Civile” è il tema dell’incontro, in occasione della presentazione di “Pace”, Edizioni Messaggero Padova, un libro in italiano ed arabo e parlare della pace.

L’iniziativa organizzata organizzato dall’Arcidiocesi di Palermo e della Comunità Religiosa Islamica Italiana

si è svolta martedì 28 marzo 2017,  alle  ore 18

nella Parrocchia di Santo Espedito in via Nicolò Garzilli 28 a Palermo.

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Relatori:

Mons. Corrado Lorefice – Arcivescovo di Palermodsc_9088

Yahya ‘Abd al – Ahad Zanolo – Coreis Italianadsc_9096

 Padre Giuseppe Ferro Garel – Facoltà Teologica di Siciliadsc_9098

Dr.ssa Maria Antonietta Ancona   –  dell’Istituto siciliano studi ebraici

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 Moderatore:   don Piero Magro – Direttore UPEDI.

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ALTRE FOTO: la-pace

Dare corpo, nella quotidianità, alla pratica del dialogo di Brunetto Salvarani

 

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Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico 15 anni di impegno per la pace www.ildialogo.org

legg tutto l’articolo  specialedialogocristianoislamicoxv

Vespri anglicani in San Pietro, momento ecumenico straordinario

rv24000_lanciograndeLEGGI L’ARTICOLO DI OGGI: vespri-anglicani-in-san-pietro

ROMA – PAPA FRANCESCO IN VISITA ALLA CHIESA ANGLICANA “ALL SAINTS” GEMELLATA CON LA PARROCCHIA DEL DON ORIONE DI “OGNISSANTI” IN VIA APPIA NUOVA

roma-gemellaggio-all-saints-con-ognissanti-02Domenica 26 febbraio 2017 alle ore 16 è cominciata la visita di Papa Francesco alla chiesa anglicana di “All Saints” a Roma in occasione del 200 anniversario della presenza anglicana nella città eterna e nella prossimità dell’anniversario dello storico incontro tra il beato papa Paolo VI e l’arcivescovo di Canterbury Gordon Ramsey avvenuto il 23 marzo 1966 pochi mesi dopo la chiusura del Concilio Vaticano II.
L’evento è stato ancora più significativo perché all’ interno di questa cornice è avvenuta, per l’opera Incessante dello Spirito, una grazia che si riverbererà per gli anni a venire su entrambe le due comunità: quella cattolica e quella anglicana.

Infatti era presente una delegazione, guidata dal parroco Don Francesco Mazzitelli (nella foto),  della parrocchia orionina di Ognissanti in Roma che da almeno 15 anni intesse una feconda comunione ecumenica con la chiesa anglicana di All Saints e la comunità ivi presente. L’indicazione del fondatore San Luigi Orione di perseguire sempre con umiltà ed amore “l’ecumenismo della carità” come chiave di incontro permanente pur nelle differenze teologiche è stata una spinta perché si potesse arrivare alla firma, all’interno del servizio di preghiera e alla presenza di Papa Francesco, di un protocollo di azione sul piano spirituale, intellettuale, morale, sociale e che vedrà nei prossimi anni sempre più le due comunità impegnate insieme nella carità condivisa, nella conoscenza reciproca, nello scambio vicendevole dei rispettivi carismi  accorciare le distanze, contaminarsi vicendevolmente pur nel rispetto delle reciproche identità  come figli e figlie di un unico Dio Padre.

Udienza di Papa Francesco al Rabbino Abraham Skorka per la presentazione di una speciale edizione della Torah,

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Udienza al Rabbino Abraham Skorka per la presentazione di una speciale edizione della Torah,

con il Gruppo editoriale,

23.02.2017

Nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il Rabbino Abraham Skorka per la presentazione di una speciale edizione della Torah, con il Gruppo editoriale.

Pubblichiamo di seguito il saluto che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

Saluto del Santo Padre

Cari amici,

con gioia porgo il mio cordiale saluto a tutti voi, che siete venuti per la presentazione di una nuova e preziosa edizione della Torah. Ringrazio il Rabbino Abraham Skorka, fratello e amico, per le sue parole, e sono molto grato a tutti voi perché avete avuto questo pensiero, che oggi ci fa incontrare intorno alla Torah, vale a dire intorno al dono del Signore, alla Sua rivelazione, alla Sua parola.

La Torah, che san Giovanni Paolo II definì «l’insegnamento vivo del Dio vivente» (Discorso ai partecipanti alla celebrazione del XXV della Dichiarazione «Nostra aetate», 6 dicembre 1990, 3), manifesta l’amore paterno e viscerale di Dio, un amore fatto di parole e di gesti concreti, un amore che diventa alleanza. E proprio questa parola alleanza è ricca di risonanze che ci accomunano. Dio è il più grande e fedele Alleato. Egli ha chiamato Abramo per formare da lui un popolo che diventasse benedizione per tutti i popoli della terra, e sogna un mondo in cui gli uomini e le donne siano alleati con Lui e quindi vivano in armonia fra di loro e con il creato. In mezzo a tante parole umane che purtroppo spingono alla divisione e alla competizione, queste parole divine di alleanza aprono a tutti noi vie di bene da percorre insieme. Anche la presente pubblicazione è frutto di una “alleanza” tra persone di differenti nazionalità, età e confessioni religiose che hanno saputo lavorare insieme.

Il dialogo fraterno e istituzionale tra ebrei e cristiani è ormai consolidato ed efficace, attraverso un confronto continuo e collaborativo. Questo vostro dono odierno si inserisce pienamente in tale dialogo, che non si esprime solo attraverso le parole, ma anche nei gesti. L’ampia parte introduttiva aggiunta al testo e la nota dell’Editore sottolineano questo atteggiamento di dialogo, esprimendo una visione culturale aperta, nel rispetto reciproco e nella pace, in sintonia con il messaggio spirituale della Torah. Le importanti Personalità religiose che hanno lavorato a questa nuova edizione hanno prestato speciale cura anche alla dimensione letteraria del testo, così come le preziose tavole a colori hanno aggiunto ulteriore valore alla pubblicazione.

Ma ogni edizione della Sacra Scrittura contiene un valore spirituale che supera infinitamente quello materiale. Chiedo a Dio di benedire tutte le persone che hanno collaborato a questa opera, e in modo particolare tutti voi, a cui rinnovo il mio personale ringraziamento. Grazie.

 

Francesco: L’Europa ha bisogno di mantenere l’unità della fede

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15/02/2017

All’udienza generale il Papa ha ricordato che ieri la Chiesa ha celebrato la memoria dei santi Patroni d’Europa: Cirillo monaco, e Metodio vescovo, evangelizzatori dei popoli slavi. E ha detto:

“Questi due fratelli di Salonicco hanno portato il Vangelo ai popoli Slavi. Ancor oggi essi ricordano all’Europa, e a noi tutti, il bisogno di mantenere l’unità della fede, la tradizione, la cultura cristiana e di vivere ogni giorno il Vangelo. A voi tutti che affrontate queste sfide, sostenendole con la vostra preghiera, imparto di cuore la mia Benedizione”.

Rivolgendo il suo saluto conclusivo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, indicando loro la testimonianza di Cirillo e Metodio, ha affermato:

“Il loro esempio aiuti voi, cari giovani, a diventare in ogni ambiente discepoli missionari; la loro tenacia incoraggi voi, cari ammalati, ad offrire le vostre sofferenze per la conversione dei lontani; il loro amore per il Signore illumini voi, cari sposi novelli, a porre il Vangelo come regola fondamentale della vostra vita familiare”.

(Da Radio Vaticana)

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA

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Marocco, ulema contro la pena di morte per gli apostati.

Padre Khalil Samir, gesuita egiziano: passo “molto importante”

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NOVITA’ IN MAROCCO

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La svolta degli ulema: chi lascia l’islam non rischia più la pena di morte

Il Consiglio superiore degli ulema, massima autorità religiosa del Paese, apre alla possibilità di conversione ad altre religioni

In Marocco, chi vuole uscire dall’islam, non rischia più la condanna a morte. Il Consiglio superiore degli ulema, massima autorità religiosa del Paese, apre alla possibilità di conversione ad altre religioni. Ne dà notizia il sito Morocco World News. Dopo una precedente fatwa, emanata tre anni fa, in cui si approvava la condanna a morte di chi abbandona l’islam, il Consiglio ha fatto marcia indietro durante la sua ultima sessione di lavoro svoltasi nei giorni scorsi Rabat. Nel documento finale intitolato «La via degli Ulema», il Consiglio propone una rinnovata interpretazione di quella che viene generalmente chiamata in arabo “ridda”, indicando che l’apostasia viene punita con la morte solo se assimilata a un alto tradimento “politico”, vale a dire un allineamento al nemico, e non quando contempla unicamente l’abbandono della propria fede.

I primi commenti parlano della volontà del re Mohammed VI di mettere in atto il tanto declamato «rinnovamento del discorso religioso», anche in chiave della lotta all’estremismo. È ancora presto appurare gli effetti legali della nuova svolta. Il codice penale marocchino punisce con la carcerazione da sei mesi a tre anni e il pagamento di una sanzione chiunque usi «mezzi di seduzione” per indurre un musulmano a passare a un’altra religione, minacciando di chiusura la chiesa o l’edificio in cui avviene la conversione. Tra i mezzi di seduzione sono elencati lo sfruttamento della debolezza del richiedente il battesimo e il suo bisogno di assistenza, o ancora l’uso a tali fini di istituzioni educative e sanitarie, asili o orfanotrofi gestiti dalla Chiesa.

Da qui la massima prudenza della autorità ecclesiali locali nell’accogliere richieste di battesimo da parte di musulmani, anche quando sono appurate le loro intenzioni. Tuttavia, si stima che almeno 25mila marocchini siano passati al cristianesimo nell’ultima decade.

MESSAGGIO X LA QUARESIMA 2017

http://www.news.va/it/news/papa-messaggio-per-quaresima-ogni-vita-che-ci-vien

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DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO ALLA DELEGAZIONE ECUMENICA DELLA CHIESA EVANGELICA IN GERMANIA

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
ALLA DELEGAZIONE ECUMENICA
DELLA CHIESA EVANGELICA IN GERMANIA

Lunedì, 6 febbraio 2017

Cari fratelli e sorelle,

con piacere vi do il benvenuto e vi saluto cordialmente. Ringrazio il Vescovo regionale Bedford-Strohm per le sue gentili parole – ein Mann mit Feuer im Herzen – ; e sono contento della presenza del Cardinale Marx:

ossrom135517_lanciograndeche il Presidente della Conferenza episcopale tedesca accompagni la delegazione della Chiesa Evangelica in Germania è frutto di una collaborazione di lunga data ed espressione di un rapporto ecumenico maturato negli anni. Vi auguro di andare avanti su questa strada benedetta di comunione fraterna, proseguendo con coraggio e decisione verso un’unità sempre più piena. Abbiamo lo stesso Battesimo: dobbiamo camminare insieme, senza stancarci!

È significativo che, in occasione del 500° anniversario della Riforma, cristiani evangelici e cattolici colgano l’occasione della commemorazione comune degli eventi storici del passato per mettere nuovamente Cristo al centro dei loro rapporti. Proprio «la questione su Dio», su «come poter avere un Dio misericordioso» era «la passione profonda, la molla della vita e dell’intero cammino» di Lutero (cfr Benedetto XVI, Incontro con i Rappresentanti della Chiesa Evangelica in Germania, 23 settembre 2011). Ciò che animava e inquietava i Riformatori era, in fondo, indicare la strada verso Cristo. È quello che deve starci a cuore anche oggi, dopo aver nuovamente intrapreso, grazie a Dio, una strada comune. Quest’anno di commemorazione ci offre l’opportunità di compiere un ulteriore passo in avanti, guardando al passato senza rancori, ma secondo Cristo e nella comunione in Lui, per riproporre agli uomini e alle donne del nostro tempo la novità radicale di Gesù, la misericordia senza limiti di Dio: proprio ciò che i Riformatori ai loro tempi volevano stimolare. Il fatto che la loro chiamata al rinnovamento abbia suscitato sviluppi che hanno portato a divisioni tra i cristiani, è stato certamente tragico. I credenti non si sono più sentiti fratelli e sorelle nella fede, ma avversari e concorrenti; per troppo tempo hanno alimentato ostilità e si sono accaniti in lotte, fomentate da interessi politici e di potere, talvolta senza nemmeno farsi scrupolo nell’usare violenza gli uni contro gli altri, fratelli contro fratelli. Oggi, invece, rendiamo grazie a Dio perché finalmente, «deposto tutto ciò che è di peso», fraternamente «corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù» (Eb 12,1-2).

Vi sono grato perché, con questo sguardo, avete intenzione di accostarvi insieme, con umiltà e franchezza, a un passato che ci addolora, e di condividere presto un importante gesto di penitenza e di riconciliazione: una funzione ecumenica, intitolata “Risanare la memoria – testimoniare Gesù Cristo”. Cattolici ed Evangelici in Germania, potrete così rispondere, nella preghiera, alla forte chiamata che insieme avvertite nel Paese originario della Riforma: purificare in Dio la memoria per essere rinnovati interiormente e inviati dallo Spirito a portare Gesù all’uomo di oggi. Con questo segno e con altre iniziative ecumeniche previste quest’anno – come il comune pellegrinaggio in Terra Santa, il congresso biblico congiunto per presentare insieme le nuove traduzioni della Bibbia e la giornata ecumenica dedicata alla responsabilità sociale dei cristiani – avete in animo di dare una configurazione concreta alla “Festa di Cristo” che, in occasione della commemorazione della Riforma, intendete celebrare insieme. La riscoperta delle comuni sorgenti della fede, il risanamento della memoria nella preghiera e nella carità e la collaborazione concreta nel diffondere il Vangelo e servire i fratelli siano impulsi a procedere ancora più speditamente nel cammino.

È grazie alla comunione spirituale rinsaldatasi in questi decenni di cammino ecumenico, che possiamo oggi deplorare insieme il fallimento di entrambi a riguardo dell’unità nel contesto della Riforma e degli sviluppi successivi. Al tempo stesso, nella realtà dell’unico Battesimo che ci rende fratelli e sorelle e nel comune ascolto dello Spirito, sappiamo, in una diversità ormai riconciliata, apprezzare i doni spirituali e teologici che dalla Riforma abbiamo ricevuto. A Lund, il 31 ottobre scorso, ho ringraziato il Signore di questo e ho chiesto perdono per il passato; per l’avvenire desidero confermare la nostra chiamata senza ritorno a testimoniare insieme il Vangelo e a proseguire nel cammino verso la piena unità. Facendolo insieme, nasce anche il desiderio di inoltrarsi su percorsi nuovi. Sempre di più impariamo a chiederci: questa iniziativa, possiamo condividerla con i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo? Possiamo fare insieme un altro tratto di strada?

Le differenze in questioni di fede e di morale, che tuttora sussistono, rimangono sfide sul percorso verso la visibile unità, alla quale anelano i nostri fedeli. Il dolore è avvertito specialmente dagli sposi che appartengono a confessioni diverse. In modo avveduto occorre che ci impegniamo, con preghiera insistente e con tutte le forze, a superare gli ostacoli ancora esistenti, intensificando il dialogo teologico e rafforzando la collaborazione tra noi, soprattutto nel servizio a coloro che maggiormente soffrono e nella custodia del creato minacciato. La chiamata urgente di Gesù all’unità (cfr Gv 17,21) ci interpella, come pure l’intera famiglia umana, in un periodo in cui sperimenta gravi lacerazioni e nuove forme di esclusione e di emarginazione. Anche per questo la nostra responsabilità è grande!

Nella speranza che questo incontro accresca ulteriormente la comunione tra noi, chiedo allo Spirito Santo, artefice e rinnovatore di unità, di fortificarvi nel cammino comune con la consolazione che viene da Dio (cfr 2 Cor 1,4) e di indicarvi le sue vie profetiche e audaci. Invoco di cuore la benedizione di Dio su tutti voi e sulle vostre comunità e vi chiedo, per favore, di ricordarmi nella preghiera. Vi ringrazio tanto e vi vorrei invitare ora a pregare insieme il Padre Nostro.

Islam, firmato Patto con associazioni di musulmani. Viminale: “Verso l’intesa”

Il ministro Minniti: “Tutti i firmatari si sono impegnati a ripudiare ogni forma di violenza e terrorismo”. Tra i punti salienti l’impegno a “rendere pubblici nomi e recapiti di chi svolge un ruolo di mediazione tra la comunità e la realtà circostante”

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Tra i punti salienti del patto, come sottolinea Minniti in conferenza stampa, c’è la “formazione di imam e guide religiose” che prelude a un albo degli imam.

Minniti quindi mette in guardia dagli imam fai da te, definiti “un grande pericolo” e illustra gli altri punti del documento: il contrasto al radicalismo religioso, l’impegno a garantire che i luoghi di preghiera siano accessibili a visitatori non musulmani e che il sermone del venerdì sia “svolto o tradotto in italiano”, la massima trasparenza sui finanziamenti ricevuti per la costruzione e le gestione di moschee e luoghi di culto.

leggi tutta la legge: patto-associazioni-di-musulmani

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Il segretario generale del centro Islamico culturale d’Italia (la grande moschea di Roma), Abdellah Redouane, tra i firmatari, esprime apprezzamento per lo “spirito” che ha portato alla firma: “Il centro continuerà a dare il suo contributo nel favorire una crescita e responsabile dell’islam in Italia”.

A conclusione dell’ottavario ecumenico il Papa indica il cammino della riconciliazione tra i cristiani

S.S. Francesco - Basilica di San Paolo fuori le Mura : Celebrazione dei Vespri 25-01-2017

S.S. Francesco – Basilica di San Paolo fuori le Mura :                                  Celebrazione dei Vespri   25-01-2017

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Impariamo gli uni dagli altri

«Imparare gli uni dagli altri»: è questo il cammino di riconciliazione tra i cristiani indicato da Papa Francesco nella solennità della conversione di san Paolo. A conclusione della settimana ecumenica, com’è consuetudine, il Pontefice ha presieduto il 25 gennaio la celebrazione dei secondi vespri nella basilica ostiense intitolata all’apostolo. E con il bacio dato — al momento del congedo — alle croci pettorali del metropolita ortodosso e dell’arcivescovo anglicano, Francesco ha voluto imprimere al rito il sigillo ecumenico di un pontificato tutto teso a costruire ponti di riconciliazione.

Del resto, anche all’omelia il Papa aveva insistito sulla necessità di proclamare il vangelo di riconciliazione, soprattutto dopo secoli di divisioni tra cristiani. E aveva individuato nella predicazione di Paolo un aiuto «a trovare la via». Infatti — ha spiegato — «egli sottolinea che la riconciliazione in Cristo non può avvenire senza sacrificio. Similmente, gli ambasciatori di riconciliazione sono chiamati a dare la vita, a non vivere più per sé stessi. È la rivoluzione cristiana di sempre».

Di conseguenza, «per la Chiesa, per ogni confessione cristiana», ciò si traduce in «un invito a non basarsi sui programmi, sui calcoli e sui vantaggi, a non affidarsi alle opportunità e alle mode del momento». E anche a «uscire da ogni isolamento, a superare la tentazione dell’autoreferenzialità». In sostanza, «un’autentica riconciliazione tra i cristiani potrà realizzarsi» solo quando «sapremo riconoscere i doni gli uni degli altri, con umiltà e docilità, senza attendere che siano gli altri a imparare prima da noi».

E se — ha osservato il Pontefice — «guardare indietro è necessario per purificare la memoria», è altrettanto vero che «fissarsi sul passato, attardandosi a ricordare i torti subiti e fatti e giudicando con parametri solo umani, può paralizzare e impedire di vivere il presente». Da qui l’esortazione a non stancarsi «mai di chiedere a Dio» il dono dell’unità. «Andiamo avanti — è stato l’auspicio espresso a conclusione della sua riflessione — nel nostro cammino di riconciliazione e di dialogo, incoraggiati dalla testimonianza eroica di tanti fratelli e sorelle, uniti ieri e oggi nel soffrire per il nome di Gesù». E «approfittiamo di ogni occasione per pregare insieme, per annunciare insieme, per amare e servire insieme, soprattutto chi è più povero e trascurato».

L’omelia del Papa

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27 GENNAIO – GIORNATA DELLA MEMORIA

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Ebrei salvati dagli Orionini: una storia da riscoprire

In occasione della Giornata della Memoria, il superiore generale don Vieira rievoca i gesti di eroismo dei suoi confratelli, tra cui spicca il “Giusto tra le Nazioni”, don Gaetano Piccinini

La nostra Congregazione in questa giornata così importante vuole testimoniare idealmente la vicinanza alle comunità ebraiche e a quanti soffrono e vengono perseguitati a causa della propria fede. Il nostro primo impegno deve essere quello di coltivare la memoria di quanto accaduto affinché non accada più. Una grande responsabilità che dobbiamo condividere, tutti, in particolare con le giovani generazioni senza distinzione di fede e di cultura”.

È quanto dichiara don Tarcisio Vieira, superiore generale dell’Opera Don Orione in occasione della Giornata delle Memoria che si celebra  il  27 gennaio.

“La logica della violenza e della cultura dello scarto – aggiunge don Vieira – alla base dell’ideologia nazista, sono i mali che ancora oggi colpiscono tanti popoli e nazioni. Papa Francesco ci ha indicato la strada per sconfiggerli: credere e lavorare per la pace anche nel nostro quotidiano aprendoci al dialogo sincero tra i popoli e le religioni”.

“La nostra Congregazione – prosegue il superiore generale – durante la Seconda Guerra Mondiale, ha saputo scrivere una delle più belle pagine della sua storia grazie all’impegno di alcuni religiosi e religiose orionine come don Piccinini, don Cappelli, don Pollarolo, don Sciaccaluga, suor Croce e suor Bennata, che nel silenzio riuscirono a mettere in salvo tante famiglie ebree sottraendole alla furia nazista a Roma, Genova, Milano e Torino.

In particolare a don Gaetano Piccinini nel 2011 è stata conferita dallo Stato Israeliano la medaglia alla memoria di Giusto fra le Nazioni.

“Certamente – conclude don Vieira – influì la visione e la pratica della carità cristiana proposta da Don Orione che ripeteva «la carità di Gesù Cristo non serra porte; alla porta del Piccolo Cottolengo non si domanda a chi viene donde venga, se abbia una fede o se abbia un nome, ma solo se abbia un dolore! Siamo tutti figli di Dio, tutti fratelli»”.

26 GENNAIO 2017 – GIORNATA DEL PADRE NOSTRO

La tradizione vuole che, il giorno successivo alla fine della “SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI”, ci sia un’ulteriore preghiera di ringraziamento a Dio Nostro Padre e così anche nella nostra Diocesi si è celebrata la GIORNATA DEL PADRE NOSTRO con la partecipazione dell’Arcivescovo Don Corrado Lorefice e alcuni referenti della varie Chiese  “sorelle” di Palermo.

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24 gennaio 2017 – “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”.

“Preghiamo insieme affinché sia compiuta la preghiera di Gesù che disse ‘tutti siano una cosa sola’ ”.

In occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il popolo di Dio – palermitano, si è riunito in preghiera presso una parrocchia alla periferia della città: S. Giovanni Apostolo.

La Chiesa era affollata all’incredibile, la partecipazione dell’Arcivescovo Don Corrado Lorefice, del Pastore Peter Ciaccio della Chiesa Evangelica Valdese Metodista, il Pastore Mauro Adragna della Chiesa Evangelica della Riconciliazione, Tommaso Failla per la Chiesa Evangelica Avventista del Settimo giorno, la Chiesa Evangelica Luterana, Padre Russell Ruffino per la Chiesa Anglicana, Padre Paolo Patricolo per la Chiesa  Ortodossa di Costantinopoli, Padre Martinian Epure per la Chiesa Ortodossa di Romania, il Diacono Paolo Gionfriddo per la Chiesa Cattolica Bizantina – Eparchia di Piana degli Albanesi, e tanti, e tanti altri Parroci della Diocesi di Palermo, tutti accolti dal Parroco che ha ospitato l’evento Padre Salvatore Orofino e dal Direttore dell ‘UPEDI Padre Pietro Magro.

Un gruppo di giovani della parrocchia si sono avvicendati con il loro “mattoni” per formare il muro con le frasi, riportate nel sussidio, è che servito alla celebrazione che aveva per tema: “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”.

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DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO ALLA DELEGAZIONE ECUMENICA DELLA FINLANDIA, IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SANT’ENRICO

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17 GENNAIO 2017 – 28^ GIORNATA DEL DIALOGO CRISTIANO-EBRAICO AL DON ORIONE

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LE FOTO:

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Il vescovo offre una chiesa per i «fratelli ebrei»: diventerà sinagoga

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UNA GIORNATA STORICA

LEGGI LA’RTICOLO   –  http://moked.it/blog/2017/01/13/palermo-oggi-si-la-storia/

 

di Alessandra Turrisi— 11 Gennaio 2017

PALERMO. Dove sorgerà la prima sinagoga di Palermo i nomi delle strade vengono scritti  già da tempo in italiano, in ebraico e in arabo. E la toponomastica testimonia nei secoli ciò che violenze e intolleranze non possono cancellare.

A oltre cinquecento anni di distanza dal decreto di espulsione degli ebrei, firmato dai  cattolicissimi sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella, la comunità ebraica tornerà ad avere un luogo di studio e di culto.

A darlo in «comodato d’uso gratuito» è l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che ha individuato nell’oratorio di Santa Maria del Sabato, una piccola chiesa da  tempo non più utilizzata per le celebrazioni e depredata dai vandali, il luogo  giusto per i “fratelli” ebrei.

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SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

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7 GENNAIO 2017 – Natale ortodosso…

La maggior parte degli ortodossi (il patriarcato di Mosca, Serbia, Ucraina, Bielorussia, Georgia, Macedonia, Montenegro) celebra la Natività il 7 gennaio

 

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO:   natale-ortodosso

 

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5 GENNAIO 2017 – CONSACRAZIONE DELLA CHIESA PRESSO LA MISSIONE DI BIAGIO CONTE

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CASA DI PREGHIERA PER TUTTI I POPOLI: DEDICATO L’ALTARE E CONSACRATA LA CHIESA

Una celebrazione significativa, e per certi versi anche emozionante si è svolta ieri nella Missione “Speranza e Carità” di via Decollati, l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice ha presieduto il solenne rito della Dedicazione dell’Altare e la consacrazione della chiesa Casa di preghiera per tutti i popoli, diretta dal missionario laico Biagio Conte che ospita centinaia di immigrati. Presente anche i card. Paolo Romeo e diversi presbiteri, diaconi e rappresentanti delle Istituzioni che non hanno voluto mancare all’importante appuntamento. La solenne celebrazione è stata animata dalla corale del duomo di Monreale diretta dal maestro  Marco Intravaja.
La chiesa è stata realizzata in un capannone dell’ex caserma aeronautica abbandonata, dove non c’era neppure il tetto, ora il soffitto ligneo, il marmo sul pavimento, otto tele con la vita di Gesù dipinte da Bakiri, tunisino musulmano ex ospite della missione, la Via Crucis scolpita da Nanà del Ghana, i mosaici realizzati dai ragazzi con la sindrome di Down di Comiso, le opere di Misericordia nelle vetrate raccontano che nessuno è straniero nella chiesa casa di tutti i popoli.
“Abbiamo realizzato questa chiesa – afferma Biagio Conte – grazie alla collaborazione di tanti che si sono impegnati giorno e notte. Un messaggio importante di accoglienza che arriva da Palermo in un momento difficile per la nostra società”.
L’emozione di monsignor Lorefice durante il rito è stata percepita da tutti. “Questo era un luogo simbolo di abbandono e invece questo è quello che sono capaci di fare gli uomini di fede vera, che fanno diventare il loro cuore tempio di Dio. Da qui arriva per tutti il messaggio che dobbiamo fare sul serio. Attraverso la Chiesa di Palermo parte un appello a tutti i palermitani per realizzare una città dove nessuno si senta straniero né ospite, ma concittadino e familiare”.
Tra i momenti più significativi, del rito della Dedicazione, l’aspersione dell’altare e del popolo in segno di penitenza e in ricordo del Battesimo. Il momento più importante della celebrazione è stato rappresentato dall’unzione con il Sacro Crisma dell’altare sul quale è stato posto un braciere con l’incenso ad ardere e la deposizione delle reliquie nel sepolcro.
“Abbiamo scelto di deporre le reliquie di santi e beati dei 5 continenti – spiega padre Pino Vitrano – quelle di San Francesco e Santa Chiara d’Assisi e il Beato Padre Pino Puglisi per l’Europa, di Santa Teresa di Calcutta per l’Asia, di Santa Giuseppina Bakhita per l’Africa e il Beato Zerifino Namuncurà per l’America”. Quindi sono state unte le 12 croci, simbolo degli Apostoli, poste all’interno della chiesa, accese le candele dell’altare ed illuminata a festa tutta la chiesa.

 

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FESTA DELLA LUCE AL PALAZZO CHIARAMONTE STERI

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LE FOTO DEL: foto-28-dicembre-2016

 

28 dicembre al Palazzo Steri – FESTA DELLA LUCE

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si svolgerà nelle Prigioni dei Penitenziati dello Steri

mercoledì 28 dicembre 2016 alle ore 17.00.

Per la prima volta a Palermo i rappresentanti delle tre religioni monoteiste:

l’Imam Ahmad- Abd-el-Majid Macaluso,

l’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice 

Rabbino Umberto Piperno

condivideranno l’accensione delle luci.

Sarà un bel messaggio di Pace!

Spero avervi numerosi alla quarta celebrazione di questa festività.

Vi ringrazio per l’attenzione che darete a questo evento speciale.

Evelyne Aouate

AUGURI DI NATALE E BUON ANNO 2017 ALL’INSEGNA DELL’UNITA’

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AUGURI DI UN FELICE E SANTO NATALE,

VI RACCONTO UNA BELLA STORIA….

La storia – si dice – è veramente accaduta e il suo messaggio si impone per una inquietante attualità, specialmente nel periodo natalizio.

Durante la forte nevicata di una sera invernale, in un convento negli Stati Uniti, qualcuno bussò alla porta. Il guardiano nell’aprirla, trovò davanti a sé un ragazzo coperto di neve e con un volto pietoso, che portava sulle spalle un altro ragazzino che forse faticava a camminare. Quella situazione – i due che guardavano con occhi che denunciavano sofferenza e freddo – commosse il guardiano, il quale immediatamente li fece entrare. Mentre varcavano la soglia, il guardiano, riferendosi al ragazzino sulle spalle, chiese:

– Lui deve essere molto pesante!
La risposta, innocente e pura, fu:
– Non è pesante, è mio fratello!

Una vera e propria parabola di Natale per i nostri tempi. E non erano neanche fratelli di sangue, ma fratelli di strada. Come celebrare il Natale in un tempo in cui il “fratello” sembra aver acquisito un peso, un peso sempre maggiore, da essere ritenuto quasi un fardello, da allontanare e dal quale allontanarsi?

“Siamo tutti fratelli!”. Che bello vivere l’avventura umana scoprendo e riconoscendo, in ogni momento e in diverse situazioni, il volto del mio fratello. Da quando Gesù si è incarnato, cioè dal primo Natale, ogni volto è l’espressione del Figlio di Dio. “Tutti fatti a sembianza d’un Solo” (Manzoni).

“Dov’è il tuo fratello?”. Che bello se, per vivere il Santo Natale, riuscissimo a fare spazio nel nostro cuore, nella nostra vita, nella “casa comune” per accogliere semplicemente il fratello, quello dall’”apparenza umile”, magari in difficoltà.

“Un fratello ha tanto bisogno di me”. Che bello se con “il pane del corpo” andassimo incontro ai fratelli bisognosi per portare anche il “divino balsamo della fede”, rendendo presente il Signore Gesù con l’annuncio evangelico e la testimonianza della nostra vita.

“La voce del tuo fratello grida a me!”. Che bello se, davanti a Gesù Bambino, ci sentissimo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia, per accogliere invece la vera forma della libertà. Questa consiste nel riconoscere che Lui ci rende capaci di un amore che scopre in ogni uomo, il volto del proprio fratello.

“Figliuoli e fratelli, ecco il Santo Bambino che viene, ecco Gesù Bambino sulla paglia, per amor nostro! Che ci dice? Carità! Carità! Carità! Allarghiamo il nostro cuore agli affetti più teneri, e gettiamoci in adorazione ai piedi di Gesù; divampi del suo amore la nostra vita poiché il suo amore è soave e divino, ed è vita, è vita, e frutto della sua carità è la pace, anzi è la bellezza stessa della pace: in pulchritudine pacis!” (San Luigi Orione)

Ortodossi e cattolici, ebrei e musulmani in dialogo con San Nicola

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Da sinistra in prima fila: Antonio Fallico, Presidente associazione Conoscere Eurasia, Imam Yahya Zanolo, Rav Umberto Piperno, Arciverscovo Francesco Cacucci, Metropolita Hilarion  Alfeev.

leggi tutto l’articolo: cattolici-e-ortodossi

Papa: costruiamo la pace nel mondo con la rivoluzione della nonviolenza

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LEGGI TUTTO IL MESSAGGIO X LA PACE 2017

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Hanukkah – 28 dicembre 2016 ore 17 – Palazzo Steri

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leggi:

Che cosa è Hanukkah

Il Giubileo è terminato, ma l’infinita Misericordia divina non ha limiti

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A pochi giorni dalla chiusura del Giubileo che Papa Francesco ha voluto dedicare alla divina Misericordia, vi proponiamo un articolo del nostro Presidente Yahya Pallavicini, apparso su Italpress, relativo all’iniziativa interreligiosa promossa dal Pontefice in occasione della chiusura dei lavori.

L’imam Yahya Pallavicini commenta alcune riflessioni profonde del successore di Pietro, soffermandosi su degli aspetti che talvolta passano in secondo piano rispetto al grande pubblico e alla stampa.
Vi auguriamo una buona lettura.

________

Giovedì 3 novembre Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano una significativa rappresentanza di esponenti delle varie confessioni religiose invitati dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per sancire anche da un punto di vista ecumenico la conclusione dell’anno del Giubileo della Misericordia. Ebrei (presente il rabbino David Rosen da Gerusalemme), cristiani, musulmani (presente il mufti d’Egitto shaykh Shawki Allam), indù, shintoisti, buddhisti, taoisti, sikh insieme a rappresentanti di organizzazioni internazionali per il dialogo come la Comunità di Sant’Egidio, il Kaiciid, Religions for Peace, hanno partecipato a questa udienza nella quale Papa Francesco ha presentato una riflessione e un richiamo basato sulla Misericordia di Dio.

Perché nessuno è stato informato di questa udienza interreligiosa e del discorso del Santo Padre? Forse perché si vuole convincere il popolo che il dialogo non serve in quanto non risolve praticamente i problemi e le esigenze della vita quotidiana e perché si vuole negare il concorso del sacro e della spiritualità nell’ispirazione e nella qualità delle azioni della gente comune e dei credenti che seguono ancora, da generazioni, un orientamento religioso nella vita pubblica. Forse per questo strano motivo le uniche citazioni che la stampa ha ripreso del discorso di Papa Francesco sono i suoi richiami alla condanna delle “violenze, conflitti, rapimenti, attacchi terroristici e distruzioni” oppure la sua attenzione per “la malattia, la disabilità, la povertà, l’ingiustizia, le conseguenze delle migrazioni”.

A PALERMO MARCIA DELLA PACE

LE RELIGIONI INSIEME PER TESTIMONIARE LA PACE

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA E LE ADESIONI ALLA : MARCIA DELLA PACE

LE RELIGIONI INSIEME PER TESTIMONIARE LA PACE

Palermo, 22 novembre 2016 ore 17.00

PALERMO. A partire da alcuni valori comuni di pace, rispetto della vita e tolleranza, le comunità cristiane, ebraiche, islamiche, induiste e buddiste di Palermo si sono riunite oggi a piazza Verdi, dando vita a un corteo tra le vie del centro culminato a palazzo delle Aquile con una preghiera interreligiosa.

Nel video le immagini dell’iniziativa «Le religioni insieme per testimoniare la pace», promossa dall’Istituto Arrupe e dall’Ufficio della Diocesi per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso (U.PE.DI.). La preghiera è stata quindi una occasione per meditare sui valori che accomunano tutte le religioni e sul tema della pace.

I rappresentanti delle religioni, al termine della preghiera, hanno poi appeso su un «albero della pace», una opera d’arte disposta ad hoc in piazza Pretoria, i simboli delle loro religioni. Al termine è stato distribuito il “pane della pace” preparato dalla Missione speranza e carità di Biagio Conte.

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PAPA FRANCESCO: L’unità dei cristiani è una delle mie principali preoccupazioni

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Giovedì 10 novembre 2016 ore 16,30 Palazzo Steri

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L’Istituto Siciliano di Studi Ebraici, in collaborazione con, l’Università degli Studi di Palermo, l’Unione delle ComunitàEbraiche Italiane e l’Officina di Studi Medievali, vi invita alla conferenza organizzata nella Sala delle Capriate del palazzo Chiaramonte Steri,giovedì 10 novembre alle ore 16.30 che avrà per tema

” Tzedaka-Giustizia”.

Saluti del Rettore Fabrizio Micarì,

dell’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice,

del Assessore alla Cultura Andrea Cusumano.

Relatori:

Rav Roberto Della Rocca, Direttore dell’Area Cultura e Formazione UCEI

AMORE, ETICA, GIUSTIZIA: rapporti e contraddizioni.

 

Gadi Piperno, Area Educazione e Cultura delle Comunità Ebraiche Italiane:

GIUSTIZIA TERRENA E GIUSTIZIA DIVINA.

 

Alcuni aspetti delle normative ebraiche in cui le due linee di giustizia si intersecano.

Rav Umberto Piperno, Rabbino Capo della Comunità di Napoli:

LE FONTI DELLA GIUSTIZIA: UN SISTEMA A MISURA D’UOMO.

Rav Pierpaolo Pinhas Punturello, Rappresentante di Shavei Israele per l’Italia:

LA GIUSTIZIA NELLA VIOLENZA: IL TRIBUNALE DELL’INQUISIZIONE.

Leonardo Samonà, Università di Palermo

 

Moderatrice: Luciana Pepi, Università di Palermo

Cordiali saluti e a presto

Evelyne

MARCIA PER LA PACE 22 NOVEMBRE 2016

La Pace  22 novembre 2016

Papa Francesco in Svezia per i cinquencento anni dalla riforma di Lutero

31 OTTOBRE- Papa Francesco è stato invitato dalla LWF, la Federazione luterana mondiale

31 OTTOBRE IL PAPA IN SVEZIA   (LEGGI TUTTO)

EVENTO ECUMENICO NELLA MALMÖ ARENA

 

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Missione Speranza e Carità Dialogo cristiano-islamico

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La missione “Speranza e Carità” di Biagio Conte, in via Decollati 29, ha accolto la XV giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, il 27 ottobre, alle ore 18,30. L’evento, organizzato dall’ Upedi, (Ufficio pastorale diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso), alla presenza dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, del console tunisino Farhat Ben Suissi e di Peter Ciaccio, esponente della Chiesa valdese, ha  visto la partecipazione di un coro di bambini della tradizione rumena-ortodossa.
La missione di Biagio Conte, luogo in cui l’uomo è soccorso e accudito nella sua dignità, al di là delle appartenenze religiose, è l’emblema di come la diverse confessioni i sono incontrate per discutere di quelle che sono le emergenze della persona. Il momento di riflessione e confronto si è concluso con un concreto segno di condivisione, partecipando ad una frugale cena con tutti gli intervenuti..

 

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Papa Francesco In Svezia nel segno dell’ecumenismo

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leggi il programma  dei

Due gli incontri ecumenici in programma dal 31 ottobre al 1° novembre. Papa Francesco in Svezia

GIORNATA DI STUDIO “DAL CONFLITTO ALLA COMUNIONE” A 500 ANNI DALLA RIFORMA PROTESTANTE

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Che cosa succede tra Papa Francesco e gli ortodossi

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LEGGI TUTTO L’ARTICOLO    Che cosa succede tra Papa Francesco e gli ortodossi

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PRIMATI DELLE PROVINCIE ANGLICANE,

Pensando al prosieguo del nostro cammino comune, mi vengono in mente tre parole:

preghiera, testimonianza, missione.

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leggi l’articolo:DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

L’Arcivescovo Lorefice e l’imam insieme nella scuola Atria

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«Quando sentite qualcuno in tv dire che uccide in nome di Dio, quello è un traditore di Dio». È rosso in volto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, quando conclude quasi urlando il suo pensiero, sovrastato da un applauso lungo e scrosciante di centinaia di bambini di mille colori, etnie e religioni. Sono gli alunni dell’ istituto comprensivo Rita Atria, che in pieno centro storico accoglie 850 studenti dall’ infanzia alle medie, il 30 per cento dei quali appartiene a famiglie di nazionalità straniera.

C’è una rappresentanza del mondo in quella palestra allegra e affollata. Al fianco dell’ arcivescovo c’è l’ imam della moschea di piazza Gran Cancelliere, Mustafà Boulaalam Abderrahmane, che continua a chiamarlo «mio fratello don Corrado» e che ricorda a tutti, bambini e adulti, che «l’ Islam è una religione di pace. Abbiamo la volontà di dimostrare la bellezza della nostra religione, dobbiamo lottare per il dialogo, il nostro impegno è la giustizia sociale».

INCONTRO INTERRELIGIOSO DI PAPA FRANCESCO CON LO SCEICCO DEI MUSULMANI DEL CAUCASO

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO:

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Bergoglio incontra i leader ebraici: “Insieme, la nostra voce è più forte”

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leggi tutto l’articolo: Bergoglio incontra i leader ebraici

 

Cattolici e ortodossi. Mons. Forte: “Riconciliazione ora più vicina”

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LEGGIO TUTTO L’ARTICOLO: Cattolici e ortodossi

All’ONU cristiani e musulmani uniti per i migranti

Il Sacro Corano insegna che “Chiunque uccida una persona, è come se avesse ucciso l’intera umanità” (Corano, V:32), e questo potrebbe essere un riferimento per l’intera comunità islamica mondiale sul modo in cui intendere l’atto criminale. Ciò che rende ancora più atroce il crimine è il fatto che sia perpetrato dietro il pretesto di agire nel nome di Dio o di una religione, contro un credente appartenente alla stessa o a una diversa comunità religiosa.

I nostri sforzi non porteranno frutti se dimentichiamo di mettere in gioco tutte le tre dimensioni che costituiscono la natura dell’uomo, che nelle tradizioni Islamica, Cristiana ed Ebraica sono chiamate Spirito, anima e corpo; l’uomo ha il dovere di preservare queste tre dimensioni nella loro unità e di saperle collegare ad azioni corrispondenti, che possiamo definire educazione interreligiosa, partecipazione sociale e sicurezza globale.

(dall’intervento dell’imam Yahya Pallavicini a New York)

LEGGI TUTTO:  Giornata Internazionale per la Pace promossa dalle Nazioni Unite

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VISITA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AD ASSISI – settembre 2016

“SETE DI PACE. RELIGIONI E CULTURE IN DIALOGO”

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Meditazione
Discorso
Appello per la Pace

VISITA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AD ASSISI

15/05/2013 Città del Vaticano, piazza San Pietro, udienza generale del Mercoledì di papa Francesco

Incontro con Mons. Vito Rallo, Nunzio Apostolico in Marocco,

7 settembre 2016

l’intervista di Alessandra Turrisi

intervista a mons. rallo

unnamed…e visita alla Missione Speranza e Carità di Fratel Biagio Conte.

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500 leader all’incontro interreligioso di Assisi: SETE DI PACE

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“L’unità si fa in cammino”.

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OSSROM130398_LancioGrandeIl Papa incontra una delegazione della Chiesa evangelica

Ieri pomeriggio, 9 settembre, a Santa Marta, il Pontefice ha ricevuto il pastore Traettino e altri sei pastori ai quali ha ricordato l’importanza del perdono reciproco

leggi tutto: L’unità si fa in cammino

EGITTO: LA LEGGE SUI LUOGHI DI CULTO MODERNIZZA IL PAESE

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È un fatto davvero straordinario, una stupefacente dichiarazione

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LEGGI TUTTO L’ARTICOLO – È un fatto davvero straordinario

UCEI-COREIS: “Portiamo avanti in Italia nel rinnovamento il dialogo islamo-ebraico fra autentici religiosi”

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rinnovamento dialogo islamo-ebraico

BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA SACRA DELLE RELIGIONI DELL’UMANITA’

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leggi l’invito di partecipazione alla biennale…:

BIAS

Il re del Marocco Mohammed VI e l’impegno sui valori della loro religione – 21agosto 2016

le-roi-mohammedvi_lmMarocco – domenica 21 agosto 2016
Il re del Marocco Mohammed VI chiede  un fronte comune per contrastare il fanatismo jihadisti  ed esorta i marocchini all’estero ad essere difensori di un Islam tollerante

(a cura Redazione “Il sismografico”)

 

(Luis Badilla – ©copyright) “Di fronte alla proliferazione della diffusione dell’oscurantismo in nome della religione, tutti i musulmani, cristiani ed ebrei, devono costruire un fronte comune per contrastare il fanatismo, l’odio e l’isolazionismo in tutte le sue forme:” sono parole del re del Marocco, Mohamed VI, indirizzate al Paese in un discorso in cui, ieri sabato, ha voluto rivolgersi specificamente ai 5 milioni di cittadini residenti all’estero.
Il sovrano ha sottolineato con forza il bisogno di saper “mantenere l’impegno sui valori della loro religione così come le loro antiche tradizioni” come risposta ad un fenomeno – il jihadismo – “estraneo a loro “. Mohamed VI, nella sua allocuzione, ha esortato inoltre i  cittadini a preservare la loro buona reputazione e la loro fama di saper essere pazienti nelle situazioni difficili, a sapere unire e ad  essere sempre in prima fila tra i sostenitori della pace e dell’armonia, così come a sapere vivere insieme con gli altri nei  loro Paesi di residenza.

“Condanniamo con forza l’uccisione di persone innocenti”, ha aggiunto il sovrano e con riferimento la morte di padre Jacques Hamel, in Francia, ha enfatizzato la sua dura condanna “dell’assassinio di un sacerdote in una chiesa”, azione che poi ha definito “follia imperdonabile”. “Coloro che incitano all’omicidio e all’aggressione”, usando il Corano, “non sono musulmani”, ha sottolineato il monarca. “I terroristi che agiscono in nome dell’Islam (…) sono individui fuorviati condannati all’inferno per sempre”, ha aggiunto. Infine, re Mohamed VI ha voluto soffermarsi sul fatto che il jihadismo “sfrutta alcuni giovani musulmani, in particolare in Europa, approfittando della loro ignoranza della lingua araba e del vero Islam, per trasmettere loro messaggi e promesse false e sbagliate”. Mohamed VI ha anche puntato il dito contro la responsabilità di “molti gruppi e istituzioni islamiche” che pretendono di incarnare “il vero Islam” e finiscono per promuovere la  “diffusione di un’ideologia estremista.”

Chiesa Evangelica Valdese – SINODO 2016

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Chiesa Evangelica Valdese

La Riforma, Lutero oggi

Laicità non significa neutralità

Una risposta comune al fenomeno migratorio

Alcuni degli ordini del giorno approvati

Sei stato fedele nel poco

Predicazione e diaconia

 

Valdesi

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I Luterani Usa approvano documento per riconciliarsi con la Chiesa di Roma

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I Luterani Usa approvano documento per riconciliarsi con la Chiesa di Roma

Saluto dei musulmani nelle Chiese d’Italia e Francia: la CO.RE.IS. ringrazia

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Saluto dei musulmani nelle Chiese d

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http://www.vitomancuso.it/2016/08/02/cristiani-e-islamici-una-sola-preghiera/

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DALLA CONFERENZA STAMPA DEL SANTO PADRE DURANTE IL VOLO DI RITORNO DALLA POLONIA 31 LUGLIO 2016

I cattolici sono sotto shock – e non solo in Francia

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Rouen, dalla Francia all’Italia l’appello per i musulmani in chiesa. Cei: “Gesto enorme”

213547805-a2501410-69ff-4680-9385-e22a0cf924edI membri dell’Istituto di Alti Studi Islamici domenica si uniranno alla messa nelle principali città francesi. L’invito accolto anche dalla Comunità religiosa islamica italiana. Avvenire: “Gesto corale contro minoranza aggressiva”. Imam rifiuta sepoltura al killer di Saint-Etienne-du-Rouvray

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http://www.repubblica.it/esteri/2016/07/29/news/rouen_messa_musulmani-145034979/?ref=HRER2-1

http://gds.it/2016/07/31/da-rouen-a-palermo-musulmani-a-messa-nelle-chiese-in-segno-di-fratellanza-imam-la-religione-e-amore_546328/

D13873034_1079551112112210_847149551018620176_na un’intervista a Mons. Corrado Lorefice:

“dai giovani riuniti a Cracovia, segni di speranza per il mondo intero”.

D/Lei a Palermo ha già condiviso alcuni momenti significativi con la comunità musulmana. Adesso arriva la richiesta degli Imam di partecipare anche in Italia alla messa domenicale, in segno di vicinanza alle vittime del terrorismo. Come considera questo gesto?

R/E’ un segno molto bello. Il dialogo è l’unica strada da percorrere. Nel nome di Dio non si può fare guerra o violenza. Come a Palermo anche a Cracovia diverse comunità islamiche hanno chiesto di partecipare all’Eucaristia domenicale. Mi pare un segno efficace come messaggio da trasmettere, ogni religione è tentata da violenza ma ha bisogno di purificarsi. Mi è di grande consolazioneil fatto che i fratelli musulmani abbiano questa sensibilità. Perchè i terroristi non sono musulmani e non hanno niente a che vedere con la fede. Come ogni cristiano che volesse seguire la via della violenza non ha niente a che vedere con il Vangelo.

 

 

 

In occasione della 392a edizione del Festino di Santa Rosalia, Patrona di Palermo, mons. Corrado Lorefice ha aperto le porte dell’Arcivescovado per un incontro di fraternità con i rappresentanti delle religioni.

L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Pastorale per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Palermo, diretto da don Pietro Magro.
Giovedì 14 luglio 2016, alle ore 11.30, le porte dell’arcivescovado si sono aperte per accogliere i rappresentanti di tutte le confessioni religiose, le autorità civili e consolari per un incontro di fraterna amicizia a testimonianza della necessità del rispetto, della pace e della solidarietà contro ogni idea e progetto di violenza tra gli uomini.
Il programma si è aperto con l’Inno alla gioia eseguito dal coro dei bambini dell’Istituto comprensivo Rita Atria e una danza etnica della comunità indù mauriziana. Ha fatto seguito l’accoglienza dei rappresentanti delle comunità religiose e delle autorità da parte del direttore dell’Upedi don Pietro Magro, il saluto dell’arcivescovo don Corrado Lorefice, il saluto del sindaco Leoluca Orlando, alcuni brevi interventi dei rappresentanti religiosi e consolari e l’intervento sulla situazione dell’immigrazione Palermo del presidente della consulta delle culture Adham Darawsha.

Alla fine un momento di silenzio per le vittime della violenza e del terrore, quindi don Corrado Lorefice ha letto il messaggio di speranza e a seguire la condivisione fraterna del cibo attorno alla stessa tavola.

DSC_7680L’abbraccio fra le confessioni e il Messaggio di speranza di don Corrado Lorefice
Carissima sorella, carissimo fratello, benvenuto in questa casa della Comunità Cristiana.
La pace e la gioia della condivisione riempia il tuo cuore e ci faccia crescere per camminare insieme, sui sentieri della vita e dell’armonia tra i popoli, in questa meravigliosa città:  Panormos, la “tutta porto”.
Il 23 giugno il nostro cuore ha esultato di gioia per l’incontro fraterno vissuto presso la Moschea di Palermo, in occasione dell’inizio del mese di Ramadan. Ora il Festino, che porta il nome di S. Rosalia, è ormai alle porte.
La “Santuzza”, che “nella sua vita ha invocato la protezione di Dio sulla nostra città, richiama e raccoglie tutti gli abitanti di Palermo in una concorde ed unanime esperienza di gioia nel ritrovarsi uniti per lottare contro ogni forma di male, di odio, di violenza e di mafia.
Nel nome di questa libertà, di mente e di cuore, apro le porte della mia casa a tutti i responsabili delle varie Religioni: Imam, Rabbini, Pastori, Presbiteri, Guide spirituali, per testimoniare la bellezza dello stare insieme in pace e in cordiale fraternità ed anche alle autorità consolari, civili e militari per esprimere la volontà armonica nella partecipazione alla costruzione della città “nuova” per l’impegno di tutti alla stima e al rispetto dell’identità etnica e religiosa di ogni uomo”.
Questa volontà di fratellanza e di convivenza pacifica la ritengo ancora più importante dopo gli ultimi avvenimenti di Dacca, di Baghdad, di Aleppo, di Dallas,  di Fermo….
Il canto semplice dei bambini e l’accoglienza di giovani nati in questa città, ma le cui famiglie hanno radici in altri Paesi e Continenti, è il segno eloquente del cammino civile e del dialogo fra gli uomini che esperimentiamo in questa città.
Il mare è fatto da tante gocce d’acqua.
Il rispetto e la cordialità nella comunità degli uomini si costruisce con piccoli avvenimenti che fanno maturare la speranza della possibilità di una convivenza pacifica, di donne e uomini diversi, nel medesimo territorio e tessuto sociale.
E se ciascuno fa qualcosa, come affermava il nostro caro don Pino Puglisi, questo mondo cambierà.

www.youtube.com/watch?v=ms9hLaz2Tls

LEGGI TUTTO….:   2016 – 14 LUGLIO – Discorso alle Confessioni Cristiane

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PER IL FESTINO DI SANTA ROSALIA L’ARCIVESCOVO APRE LE PORTE AI RAPPRESENTANTI DELLE RELIGIONI


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Concilio pan-ortodosso: messaggio finale,

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“la Chiesa è sensibile al grido di giustizia e di pace dei popoli”

 

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http://agensir.it/quotidiano/2016/6/27/concilio-pan-ortodosso-messaggio-finale-la-chiesa-e-sensibile-al-grido-di-giustizia-e-di-pace-dei-popoli/

http://www.ortodossia.it/w/index.php?option=com_content&view=article&id=2296:messaggio-del-santo-e-grande-sinodo-della-chiesa-ortodossa&catid=286:santo-e-grande-sinodo&Itemid=334&lang=it

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO ALLA DELEGAZIONE DEL PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI

 …in occasione della festa dei Santi Patroni di questa Chiesa di Roma, gli Apostoli Pietro e Paolo.marie_galie_byzarticon_s.pietro-paolo

LEGGI TUTTO…: DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO al PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI

ARMENIA – INCONTRO ECUMENICO E PREGHIERA PER LA PACE DISCORSO DEL SANTO PADRE

Per realizzare la necessaria unità non basta la buona volontà di qualcuno nella Chiesa: è indispensabile la preghiera di tutti. È bello essere qui radunati per pregare gli uni per gli altri, gli uni con gli altri.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO…   INCONTRO ECUMENICO E PREGHIERA PER LA PACE

FIRMA E DICHIARAZIONE CONGIUNTA

 

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Francesco in Armenia: fraternità cristiana, speranza per un mondo diviso

Ed è proprio il dialogo ecumenico e l’impegno verso la piena unità che, valicando i confini puramente ecclesiali, rappresenta un forte richiamo per tutti a comporre le divergenze con il dialogo e con la valorizzazione di quanto unisce:

 

leggi tutto…  Francesco in Armenia1466773302653

Islam: cena ecumenica alla moschea di Palermo,

Le Religioni a Palermo scrivono una pagina di storia
Cattolici, musulmani, ebrei, ortodossi, evangelici, anglicani e indù insieme per una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, l’amicizia e la fraternità tra i popoli.
L’iniziativa è stata organizzata per la cena del Ramadam all’interno della Moschea di piazza Gran Cancelliere, nel condiviso e vivo desiderio di proseguire il cammino intrapreso del dialogo islamico – cristiano – ebraico per sostenere i valori della pace e dell’amicizia tra gli uomini e con la ferma volontà di condannare e rifiutare ogni progetto ed azione di violenza, di terrorismo e di guerra.
“Questo è un giorno molto importante per la comunità islamica a Palermo – dichiara l’Imam Mustafà – che viene dopo il lavoro svolto durante tutto l’anno e culmina durante il Ramadan. Noi vogliamo dimostrare con la nostra presenza che quello che è successo nel mondo non centra nulla con l’Islam e vogliamo cambiare lo sguardo sulla nostra comunità che vuole creare un paradiso per tutte le altre religioni”.
La manifestazione è iniziata con la proclamazione di due versetti del Corano, subito dopo sono intervenuti l’Imam Abderrahmane Mustafà a nome di tutti gli Imam delle comunità islamiche di Palermo, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso, don Piero Magro, l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice, i Consoli della Tunisia Farhat Ben Souissi e del Marocco Ahmed Sabri e il presidente della Consulta delle Culture di Palermo Adam.
“Il messaggio di questa sera è di una grande la portata – ha affermato Lorefice – perché è vero che la realtà è più grande dell’idea che ci più dividere come pure la religione, invece la realtà ci riconduce al senso vero dell’esistenza. Gli uomini infatti, siamo fatti per stare insieme e non per essere separati. L’altra realtà concreta viene da Dio stesso che non può dividere e ci mette insieme. Il nome di Dio non può essere usurpato e messo al servizio di ideologie o fondamentalismi. Sono convinto che le religioni non possono essere al servizio della disgregazione o peggio ancora della violenza e della guerra, una religione non può che essere una forza che mette insieme gli uomini. Quanto vissuto oggi è chiaro: possiamo fare un grande cammino insieme perché Palermo resta fedele alla sua vocazione di città che include e dà cittadinanza nella bellezza della diversità che non azzera, ma porta a cammini di pace e dialogo costruttivi”.
Al termine degli interventi è seguita la preghiera dentro la moschea, mentre fuori tutti i rappresentanti delle varie confessioni hanno recitato una preghiera per la pace a cui è seguita la cena.
Mons. Corrado Lorefice, per l’occasione ha anticipato che per il Festino, aprirà le porte di casa sua a tutti i cristiani, ebrei, imam islamici e altre confessioni religiose, per un incontro di gioia fraterna. “Ispirati dai nostri valori condivisi e rafforzati dai nostri sentimenti di genuina fraterna amicizia e solidarietà, siamo perciò chiamati a lavorare insieme nelle nostra comune casa che è la città di Palermo, perché essa si arricchita dall’impegno di tutti noi a favore della giustizia, del rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. Ci sentiamo particolarmente responsabili dei più bisognosi: i poveri, i malati, gli organi, i carcerati, i migranti, le vittime della tratta umana e tutti coloro che soffrono situazioni di disagio personale e familiare. Impegnati a costruire la città degli uomini e delle donne, “dal basso”, dai “vinti” della storia, dai più fragili, dai piccoli, da chi non ha voce. Abbiamo il compito di salvaguardare insieme l’ambiente ed il decoro della città nella quale viviamo; è una responsabilità comune, come ha scritto Papa Francesco nell’enciclica “Laudato si”

evidenzia tutto il link sotto e clicca con il destro del “maus” – successivamente clicca su vai alla pagina…

Video GdS

http://palermo.gds.it/2016/06/24/festa-del-ramadan-in-nome-di-ogni-dio-lorefice-possiamo-stare-insieme-in-pace-video_530408/

Video di Repubblica

http://video.repubblica.it/edizione/palermo/palermo-l-arcivescovo-visita-la-moschea-possiamo-fare-un-grande-cammino-insieme/244323/244384

Chiesa Valdese…:

http://www.chiesavaldesepalermo.it/pa/cio-che-caratterizza-le-nostre-comunita-non-deve-dividerci/

Chiesa Anglicana…:   Ramadan

 

 

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Concilio Pan-ortodosso: Bartolomeo ringrazia Papa Francesco


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http://www.lastampa.it/2016/06/13/vaticaninsider/ita/nel-mondo/la-chiesa-ortodossa-russa-chiede-di-rinviare-il-concilio-di-creta-gZcLChnyZIOk2WPCkyxetN/pagina.html

http://www.news.va/it/news/concilio-pan-ortodosso-bartolomeo-ringrazia-papa-f

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Per-il-Concilio-panortodosso-ora-la-strada-tutta-in-salita-.aspx

http://www.ortodossia.it/w/index.php?option=com_content&view=article&id=2276%3Al-assenza-di-mosca-non-e-decisiva&catid=155%3Astoria-della-chiesa&lang=it

ALCUNE FOTO

http://orthodoxia.info/news/%CF%86%CF%89%CF%84%CE%BF%CF%81%CE%B5%CF%80%

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Cristiani, Ebrei e Musulmani insieme per la cena del Ramadan

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Islam: cerimonia Ramadan al Comune di Palermo, “Siamo a casa”

191003736-c9087a18-2385-4521-ae01-ada114f6143fleggi tutto… Islam

Papa a Chiese riformate: uniti nel testimoniare la misericordia di Dio

Papa-Francesco-a-Chiese-riformate-nostra-collaborazione-e-antidoto-a-desertificazione-spirituale_articleimage DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta

metropolileggi l’articolo:

CHI C’E’ DIETRO ALLA ASSURDE DIFFICOLTA’ CHE ALCUNE CHIESE PROSPETTANO PER IL SANTO E GRANDE SINODO DELLA CHIESA ORTODOSSA?

Sacra Arcidiocesi Ortodossa d

Messaggio dell’Arcivescovo di Palermo per l’Inizio del Ramadan 2016

180048428-16151923-8853-43dd-9956-3527aa4dbdfaleggi la lettera del Vescovo x l’apertura del RAMADAN

LA COMUNITÀ ISLAMICA DI PALERMO É LIETA DI INVITARE TUTTI ALLA CENA CONVIVIALE DEL RAMADAN,

LA CO191003736-c9087a18-2385-4521-ae01-ada114f6143fMUNITÀ ISLAMICA DI PALERMO

É LIETA DI INVITARE

ALLA CENA CONVIVIALE DEL RAMADAN,

CHE SI SVOLGERÀ GIOVEDÌ 23 GIUGNO 2016 ALLE ORE 19,30,  PRESSO LA MOSCHEA DI PIAZZA GRAN CANCELLIERE,

l’Arcivescovo di Palermo, le Comunità Cristiane: Cattoliche, Evangeliche, Ortodosse, Anglicana, la Comunità Ebraica, le diverse Confessioni Religiose, il Sindaco di Palermo, i Consoli della Tunisia e del Marocco, il Presidente della Consulta delle Culture e le Autorità Civili e Militari.

Nel condiviso e vivo desiderio di proseguire il cammino intrapreso del dialogo islamico-cristiano- ebraico per sostenere i valori della pace e dell’amicizia tra gli uomini e con la ferma volontà di condannare e rifiutare ogni progetto ed azione di violenza, di terrorismo e di guerra, durante il Mese del Ramadan di digiuno e preghiera, da questa terra di Palermo “si alzi forte il grido di pace e di armonia tra i popoli ”.

L’ Imam Boulaalam Abderrahmane Mustafà

E gli Imam delle diverse Comunità Islamiche di Palermo

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